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D.Lgs. 179/2026: formazione sull’AI obbligatoria negli Ordini professionali

Il decreto attuativo dell'AI Act è in vigore dal 23 ottobre: gli Ordini dovranno inserire l'AI nella formazione continua e l'equo compenso terrà conto dell'uso dell'AI.

28 Ottobre 2026 · Vertys AI

Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre. È uno dei decreti attuativi della legge 132/2025 e adegua le norme italiane al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Per gli studi professionali contano soprattutto due articoli: il 47, che porta l’AI dentro la formazione organizzata dagli Ordini, e il 49, che collega l’uso dell’AI ai parametri dell’equo compenso. Nessuno dei due crea obblighi immediati per il singolo studio, ma entrambi fissano scadenze precise per i prossimi dodici mesi.

Cosa cambia

Formazione (art. 47). I corsi di formazione iniziale e continua svolti dagli Ordini professionali dovranno includere percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’uso dei sistemi di AI. Il decreto indica i contenuti minimi:

  • profili tecnici: funzionamento, tecniche di interrogazione e istruzione, potenzialità e limiti dei sistemi usati nel proprio settore;
  • profili giuridici: AI Act e norme nazionali di attuazione;
  • profili deontologici: responsabilità del professionista, obblighi informativi verso il cliente e principio antropocentrico della legge 132/2025.

I percorsi avranno un monte ore minimo per ogni periodo di valutazione della formazione continua. Quante ore, però, lo stabilirà ciascuna categoria: il decreto non indica un numero. I consigli nazionali degli Ordini e dei Collegi hanno sei mesi dall’entrata in vigore per adeguare i regolamenti sulla formazione, quindi entro il 23 aprile 2027. Le stesse regole valgono, quando il tema è pertinente, per i percorsi delle associazioni delle professioni non regolamentate (legge 4/2013).

Equo compenso (art. 49). L’uso di sistemi di AI da parte del professionista «può comportare una modulazione dell’equo compenso», secondo parametri che tengono conto della classificazione di rischio del sistema usato. Entro dodici mesi, cioè entro il 23 ottobre 2027, i decreti sui parametri (compresi quelli per gli avvocati e quelli previsti dalla legge 49/2023 sull’equo compenso) dovranno essere integrati. Il testo non prevede una riduzione automatica dei compensi per chi usa l’AI, come sottolinea anche l’analisi di Ingenio.

Chi controlla. Lo stesso decreto ripartisce i poteri di vigilanza: AgID è l’autorità di notifica, ACN è l’autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione europea, con competenze specifiche per Banca d’Italia, Consob, IVASS e Garante privacy nei rispettivi ambiti.

Chi è interessato

Commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri e tutte le professioni ordinistiche. Gli obblighi formali ricadono oggi sugli Ordini; per l’iscritto la formazione sull’AI diventerà parte dell’obbligo formativo quando il regolamento della propria categoria sarà aggiornato.

Il decreto prevede percorsi analoghi anche per i professionisti sanitari, all’interno dell’ECM (art. 51).

Cosa fare adesso

Commento della redazione. Il decreto non chiede allo studio di fare qualcosa entro una data imminente, ma indica con chiarezza la direzione: il professionista che usa l’AI dovrà saperne spiegare il funzionamento, i limiti e le responsabilità, anche al cliente. Tre passi utili già ora:

  1. Fare l’elenco degli strumenti AI in uso nello studio, compresi quelli integrati nei software gestionali, e annotare per quali attività vengono usati.
  2. Scrivere una policy interna breve: quali dati si possono inserire, chi verifica i risultati, come si informa il cliente. Il contenuto deontologico richiesto dall’art. 47 parte proprio da qui.
  3. Seguire il regolamento formativo del proprio Ordine, che dovrà essere aggiornato entro il 23 aprile 2027, e pianificare la formazione del team senza aspettare l’ultimo momento.

Se vuoi partire dagli strumenti operativi (informativa al cliente, policy interna, registro degli strumenti), trovi l’approccio nella pagina Compliance e normativa. Se prima devi capire dove l’AI è davvero utile nello studio, il punto di partenza è la diagnosi dei processi.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce parere legale: per i casi specifici fai riferimento al tuo consulente e al tuo Ordine.

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Fonti

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